What Are We Waiting For // Amiina

Era il due di novembre. Frequentavo le elementari. Ricordo che non era domenica, perché mia madre lavorava, ma io ero a casa da scuola, non perché stessi male. Per me era un giorno di festa, nonostante il tempo, nonostante la ricorrenza. Ricordo che ero a casa di mia nonna, praticamente la porta accanto, ero con mio fratello e mia sorella. Stavo giocando con lui finché il divertimento non si è trasformato in un litigio di capricci e dispetti. Mia sorella, la più grande, stufa delle nostre lagne, ci minacciò di andare dalla mamma. La nonna non fu neanche presa in considerazione, era orario di pranzo, stava cucinando e non sentiva nulla. Mia sorella scese le scale, va da mia madre, praticamente al piano terra, sentiamo delle urla. Lavorando mia madre si tagliò un dito. Mi sembrò una vera e propria tragedia. Ebbi così tanta paura. Ricordo che da quella notte cominciai a sognare polpa d’arancia. Erano dei cazzo di incubi e ciò che più mi spaventava in assoluto era sta cazzo di polpa d’arancia. Ricordo che da quel giorno, dal momento in cui mia madre perse un’inutile falange del mignolo, incominciai a vedere il mondo con occhi diversi. Mia madre era imperfetta, impura, incompleta. Percepì per la prima volta le piccole debolezze degli adulti. Le loro fragilità, i loro timori, le loro disillusioni. Tutto questo non ha alcun senso.

Fight or Flight // Gazelle Twin

And in the end,
The love you take is equal to the love you make.

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